giovedì 3 maggio 2012

SARDEGNA: REFERENDUM 6 MAGGIO 20012, ABOLIZIONE PROVINCE, DIMINUZIONE PRIVILEGI DELLA CASTA,Referendum truffa?


ABOLIZIONE PROVINCE, DIMINUZIONE PRIVILEGI DELLA CASTA
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    • domenica

  • SARDEGNA

  • REFERENDUM SARDEGNA 6 MAGGIO 20012

    Referendum n. 1:
    “Volete voi che sia abrogata la legge regionale sarda 2 gennaio 1997, n. 4 e successive integrazioni e modificazioni recante disposizioni in materia di “Riassetto generale delle Province e procedure ordinarie per l’istituzione di nuove Province e la modificazione delle circoscrizioni provinciali?”.
    Referendum n. 2:
    “Volete voi che sia abrogata la legge regionale sarda 1 luglio 2002, n. 10 recante disposizioni in materia di “Adempimenti conseguenti alla istituzione di nuove Province, norme sugli amministratori locali e modifiche alla legge regionale 2 gennaio 1997, n. 4?”.
    Referendum n. 3:
    “Volete voi che sia abrogata la deliberazione del Consiglio regionale della Sardegna del 31 marzo 1999 (pubblicata sul BURAS n. 11 del 9 aprile 1999) contenente “La previsione delle nuove circoscrizioni provinciali della Sardegna, ai sensi dell’art. 4 della legge regionale 2 gennaio 1997, n. 4?”.
    Referendum n. 4:
    “Volete voi che sia abrogata la legge regionale sarda 12 luglio 2001, n. 9 recante disposizioni in materia di “Istituzione delle Province di Carbonia-Iglesias, del Medio Campidano, dell’Ogliastra e di Olbia-Tempio?”.
    Referendum n. 5:
    “Siete voi favorevoli all’abolizione delle quattro province “storiche” della Sardegna, Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano?”.
    Referendum n. 6:
    “Siete voi favorevoli alla riscrittura dello Statuto della Regione Autonoma della Sardegna da parte di un’ Assemblea Costituente eletta a suffragio universale da tutti i cittadini sardi?”.
    Referendum n. 7:
    “Siete voi favorevoli all’elezione diretta del Presidente della Regione Autonoma della Sardegna, scelto attraverso elezioni primarie normate per legge?”.
    Referendum n. 8:
    “Volete voi che sia abrogato l’art. 1 della legge regionale sarda 7 aprile 1966, n. 2 recante “Provvedimenti relativi al Consiglio regionale della Sardegna” e successive modificazioni?”.
    Referendum n. 9:
    “Siete voi favorevoli all’abolizione dei consigli di amministrazione di tutti gli Enti strumentali e Agenzie della Regione Autonoma della Sardegna?”.
    Referendum n. 10:
    “Siete voi favorevoli alla riduzione a cinquanta del numero dei componenti del Consiglio regionale della Regione Autonoma della Sardegna?”. 





    Appello agli italiani: fermiamo il "Referendum truffa" il cui "si" è propagandato dalla giunta Cappellacci.
                
    Sono giorni ormai che seguo da lontano la questione della Regione Sardegna che pullula di Robin Hood e di tendenze anticasta. Una regione che guarda al futuro secondo le cronache più superficiali. Una Regione che ha fatto poche chiacchiere ed è passata ai fatti. E così hanno promosso e speso milioni di euro per il cosiddetto "Referendum anticasta". Un referendum che viene visto come storico perché anticipa qualsiasi mossa del Governo sull'accorpamento o la cancellazione delle province. Ma c'è chi in rete e fuori dalla rete a questo Referendum ha preferito guardare in faccia, togliendogli la maschera.
           
    Cos'ha scoperto? Che è una grandissima truffa. Non solo il referendum si propone di spostare le province per un "abbattimento dei costi" che non si avrà perché tutti i lavoratori verranno riassorbiti negli enti locali e non gettati in mezzo ad una strada dato che hanno lo scudo del contratto a tempo indeterminato, ma viene anche propagandato come il "Referendum rivoluzionario anticasta". L'unico risparmio che si avrebbe è solo quello del "gettone di presenza" ai consigli provinciali. Pertanto le Province da Cancellare sono: Olbia/Tempio, Ogliastra, Medio Campidano, Sulcis.
    Basta guardare ai combattenti di questo arrembaggio per capire che si tratta di una pantomima con qualche chilo di cerone in faccia. Tutti personaggi vicini a Cappellacci che non combattono la casta ma ne fanno parte! Tutti coloro che hanno sfruttato le poltrone per promuovere cementificazioni lungo le coste paradisiache della Sardegna. Siamo così stupidi da pensare che gli stessi che hanno mangiato fino ad ora con orgoglio si butterebbero la zappa sui piedi?
          
    I primi cinque quesiti si concentrano sulle Province che ormai stanno diventando il capro espiatorio di questa crisi. La cancellazione delle Province o il loro spostamento non toglie il potere alla casta, semplicemente determinerebbe una diversa distribuzione dello stesso potere. I comuni dovrebbero far capo direttamente alla Regione attualmente nelle mani di Cappellacci (ex PDL). Ma non è tutto. C'è anche chi parla di uno spostamento delle province. Cioè si tratta praticamente di spostare una Provincia in un luogo che non l'ha mai avuta. Questo devolverebbe alcuni fondi in zone presumibilmente ancora non interessate da politiche dirette sul territorio. C'è addirittura chi pensa che questa nuova impronta serva a dare una spinta maggiore alla necessità di alcuni costruttori nell'edificare alcune zone della Sardegna. Chiaramente poiché ancora non si sa come i Robin Hood della casta vogliano risolvere i tali presunti spostamenti, non possiamo ancora dire con certezza quali sanno le evoluzioni.         
                         
    Ma come mai di questo referendum non si sente parlare? C'è chi ingenuamente tra i miei colleghi ha detto che "le tv vogliono boicottarlo per favorire la casta". Ma non è così. La verità è che questi tranelli populisti sono stati davvero confusi. Molti sardi non ci hanno capito davvero niente e per fortuna è presumibile che la maggioranza non andrà a votare. Ma poiché sono i personaggi vicini a Cappellacci a promuovere il "Si" e sono gli unici a promuovere qualcosa ci chiediamo: dov'è l'opposizione? Non c'è nessuno che promuove il No? Qualcuno c'è per la verità, ma si chiama Michela Murgia e fa la scrittrice
    sei
    La presa per i fondelli più totale e se vogliamo il frutto di un vero genio di propaganda (a proposito vorrei conoscerlo per stringergli la mano, ha una fantasia e una capacità di mascherare con le parole le intenzioni che farebbe invidia ad Adreotti) è il quesito numero 6, quello che sfrutta alcune parole pronunciate dagli indipendentisti. Il quesito in sostanza potrebbe attirare come specchietto per le allodole il 40% dei sardi che, secondo una ricerca dell'Università di Cagliari sarebbero a favore dell'indipendenza.
    Si tratta della riscrittura dello statuto. Molti, in questa confusione, hanno capito che si discute su come riorganizzare la propria Regione in vista di una secessione. In realtà la secessione non è contemplata da chi ha ideato questo geniale quesito ingannevole. La riscrittura dello statuto è funzionale proprio per gli esiti del Referendum Stesso. Si riscrive cioè il modo in cui viene amministrata la Regione e in cui la Regione stessa si rapporta allo Stato Italiano da cui dipende. Del resto come potrebbero i componenti della casta ridiscutere uno statuto in vista di una volontà popolare abbastanza elevata che inneggia alla secessione, se sono loro stessi gli esponenti di un filone diffuso su base nazionale? Vabbè, consideriamo pure stupida questa domanda e passiamo alla seconda. Non è strano propagandare un Referendum come questo proprio quando la UE "ordina" all'Italia l'accorpamento delle Province? Infatti mi sa quasi di un esperimento. che serve a proiettare questo referendum su base nazionale. 
    Per molti le Province vanno eliminate semplicemente per non avere un filtro all'esercizio del potere delle Regioni. Con la scusa che "costano" hanno messo in piedi una propaganda dispensata da tutti i partiti, dall'IDV al pdl al PD. Improvvisamente però è arrivata l'Università Bocconi a rompere le uova nel paniere dicendo, udite udite, che le Province sono utili e costano meno di tutti! Solo il 6% per l'Università dell'attuale Presidente del Consiglio, sedicente "economista esperto", mentre i comuni ci costano il 10 per cento. I costi maggiori sono per le Regioni ed il Parlamento. Insomma, ad una più attenta analisi, basterebbe dare alle Province più compiti da fare nel tempo più breve e la spesa dei Comuni per assurdo si ridurrebbe.
     sette
    Il quesito n.7 è inutile. Cioè si propone ai cittadini di eleggere direttamente su base popolare alle primarie il Presidente Regionale. Esattamente quel che si fa adesso. Questo quesito risponde alla legge universale: "cambiando l'ordine degli addendi il risultato non cambia".
     dieci
    C'è poi il punto abbastanza populista della riduzione dei consiglieri regionali del 40% che è concentrato nel quesito numero 10. Riducendo il numero dei consiglieri, si crea un'oligarchia. E' proprio questa oligarchia che rafforzerebbe il potere della casta anche se viene propagandata come un risparmio. Allora il concetto è che bisogna risparmiare? Ok. Come dice la stessa Michela Murgia, basterebbe ridurre lo stipendio degli stessi consiglieri di due terzi e se la caverebbero con soli 4 mila euro netti al mese, quanto basta per non morire di fame insomma! 
         
    Riassumendo: cosa sarebbe più giusto fare per me al Referendum? Secondo me un impegno bisognerebbe prenderselo. Recarsi dinanzi alla Regione in massa e dire: "attuate l'articolo 51 per salvare gli imprenditori sardi da equitalia e dimezzatevi lo stipendio, al Referendum noi non ci andiamo!"
    Maria Melania Barone





1 commento:

  1. Spending Review è una pura follia:

    200mila prestazioni sanitarie in meno, 30mila posti letto in meno, 200 ospedali in meno, 1000 reparti in meno....tagli sulle lenzuola pulite, tagli sulle siringhe, tagli sui pece-maker , valvole cardiache e protesi.

    Tagli sugli statali: 24mila dipendenti statali a casa!

    Tagli sugli enti pubblici di ricerca per le ricerche di eccellenza, come a coloro che hanno scoperto il Boso di Higgs.

    Tagli sulla scuola, riforma drammatica dell'Università e gli studenti ora piangono!!

    Tagli sui giudici di Pace, tagli a destra e tagli a sinistra, ma per loro, cosa si sono tagliati?
    Ovviamente niente, anzi, i signori che ci governano, adesso, hanno pure ottenuto il privilegio ( se li concedono da soli i privilegi..!!) di potersi rivolgere a medici e cliniche private compresi i dentisti, gratuitamente.

    Loro che hanno un Polo Sanitario dedicato a Palazzo Chigi: 12 specialisti, 7 infermieri, 7 impiegati e 5 funzionari, per una spesa di 3 milioni di euro all'anno.

    Se loro corrono ai ripari assicurandosi terapie private gratis, allora significa che il sistema sanitario pubblico, con questi ulteriori tagli, sarà pessimo e non qualificato!!!

    Noi chiediamo il taglio dei privilegi ai parlamentari e agli ex-parlamentari, chiediamo che il regolamento per andare in pensione sia lo stesso anche per loro, chiediamo di eliminare il polo sanitario a meno che non se lo paghino con i loro soldi, chiediamo di chiudere i servizi che si sono creati: dal parrucchiere all'estetista, al barbiere, all'agopuntura.

    Noi vogliamo diritti uguali per tutti i cittadini italiani!!

    Mettici la faccia e la firma sul tuo no ai privilegi della Casta!

    http://www.petizionionline.it/petizione/tagliamo-i-privilegi-ai-nostri-politici/7524

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