lunedì 31 gennaio 2011

PC: FERMA LA CENSURA




Sito Non raggiungibile



PC: FERMA LA CENSURA: "Per una moratoria alle nuove regole per la Rete, finché il Parlamento non deciderà in maniera esplicita sull’equilibrio tra diri..."

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lunedì 24 gennaio 2011

Danno all'onore dell'Italia




Danno all'onore dell'Italia


citare in giudizio silvio berlusconi e chiedere i danni,
ECCO LA CARRIERA DI BERLUSCONI

Prescrizione del reato dovuta alla concessione di attenuanti
Lodo Mondadori, corruzione semplice
Caso All Iberian 1, 23 miliardi di Lire di tangenti al PSI di Craxi
Caso Lentini, falso in bilancio (attenuanti generiche e nuova legge intervenuta)
Falsa testimonianza P2
Terreni Macherio, imputazione per uno dei due falsi in bilancio

Caso All Iberian 2 - falso in bilancio (assolto perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato in seguito alle riforme del Governo Berlusconi II)
Sme-Ariosto 1 - imputazione su vendita Iri, corruzione giudiziaria
4 Tangenti alla Guardia di Finanza (assolto per non aver commesso il fatto)
Medusa cinematografica, falso in bilancio (assolto in quanto per la sua ricchezza potrebbe non essere stato al corrente dei fatti contestati)
Sme-Ariosto 2, falso in bilancio
Sme-Ariosto 1 - imputazione su due versamenti a Renato Squillante, corruzione giudiziaria (assolto per non aver commesso il fatto, assolto perché il fatto non sussiste)
Terreni Macherio, imputazione per appropriazione indebita, frode fiscale, e uno dei due falsi in bilancio

ATTENTI ALLA CENSURA DI FB

Consolidato Fininvest, falso in bilancio (prescrizione raggiunta in base alla nuova legge sul falso in bilancio)
spartizione pubblicitaria Rai-Fininvest


danno all'onore dell'Italia












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Qua sotto puoi trovare dei banner da inserire sul tuo blog, sul tuo sito personale, nella tua newsletter, da inviare semplicemente ai tuoi amici, o da inserire dove vuoi tu, per promuovere la raccolta delle sottoscrizoni alla petizione danno all'onore dell'Italia
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Tor torcento
ti invita a firmare:
danno all'onore dell'Italia

martedì 18 gennaio 2011

Chiediamo le dimissioni del Presidente del Consiglio Silvio BERLUSCONI





Chiediamo le dimissioni del Presidente del Consiglio Silvio BERLUSCONI· Evento pubblico


 
Ora
martedì 18 gennaio alle ore 11.00 - 18 maggio alle ore 14.00

LuogoITALIA

Creato da

Maggiori informazioni
STIAMO DIVENTANDO LA VERGOGNA DEL MONDO INTERO...
CREDIAMO SI AVERE GIA' DATO ABBASTANZA IN TAL SENSO...
OSTINARCI SIGNIFICHEREBBE ENTRARE IN UN BARATRO TALMENTE PROFONDO DA NON TROVARE PIU' IL MODO D'USCIRNE...

firma l'appello qui:
...http://www.berlusconidimettiti.org/

(è un'iniziativa promossa dai Semplicemente Democratici)

ecco il testo originale:

ORA BASTA!!!
L'Italia non è un puttanaio!
Chiediamo le DIMISSIONI
del Presidente del Consiglio
Silvio BERLUSCONI
A prescindere dalle posizioni politiche di ciascuno e dalle valutazioni personali sull'operato del governo,
dobbiamo prendere atto che i continui scandali di natura sessuale che travolgono Silvio Berlusconi, evidenziandone la bassezza morale, gettano discredito a livello internazionale sull'Italia.
Nel 150° anniversario dell'unità nazionale, non possiamo più essere rappresentati da questo Presidente del Consiglio.
Per questo ...
noi cittadini
chiediamo le DIMISSIONI
del Presidente del Consiglio
Silvio BERLUSCONI

Mozione di Sfiducia a Mister B:
PARTECIPA E DIFFONDI:
http://www.facebook.com/pages/Mozione-di-Sfiducia-a-Mister-B/134140233317484

lunedì 17 gennaio 2011

Mafia: il 19 Gennaio da Milano a Catania una "notte" contro Cosa Nostra, ricordando il giudice Borsellino

Mafia: il 19 Gennaio da Milano a Catania una "notte" contro Cosa Nostra, ricordando il giudice Borsellino.

Mercoledì prossimo, 19 Gennaio, si terrà una serata di letture contro Cosa Nostra in memoria del giudice Borsellino. Si tratta del percorso "Notti contro le mafie, parola ai giovani" che mensilmente organizzano gruppi di giovani da nord a sud: serate di letture, video proiezioni, musica e interventi di ospiti importanti come Salvatore Borsellino a Milano, Antonio Mazzeo a Bologna, Gioacchino genchi a Roma, Giovanni Impastato a Palermo. Il 19 Gennaio, data simbolica in quanto anniversario della nascita di Paolo Borsellino, si terrà a Milano, Bologna, Reggio Emilia, Roma, Avellino e Catania, il 27 Gennaio a Palermo e il 29 ad Agrigento. A Barcellona Pozzo di Gotto la serata si è svolta invece il 27 Dicembre.
L'iniziativa si terrà in collaborazione con Libera, daSud onlus, movimento Agende Rosse, Articolo21, Rete della Conoscenza e altre associazioni.
Questo il link con la mappa delle città dove si svolgerà la serata http://www.facebook.com/notticontrolemafie?v=app_10442206389&ref=ts

Studenti Viola - Rete Viola

venerdì 14 gennaio 2011

mercoledì 12 gennaio 2011

Con i contadini sfrattati dal Vaticano

 Con i contadini sfrattati dal Vaticano
 
Ora
giovedì 13 gennaio · 11.00 - 14.00

LuogoRoma, L.go Giovanni XXIII

Creato da

Maggiori informazioniDomani, giovedi 13 gennaio, alle ore 11.00, i Verdi saranno in largo Giovanni XXIII (all’inizio di via della Conciliazione), assieme ai contadini del Parco Tenuta di Acquafredda, contro lo sfratto esecutivo, previsto per fine mese, richiesto dal Vaticano (Apsa-Capitolo di San Pietro).

Alla manifestazione sarà presente il Presidente nazionale dei Verdi, on. Angelo Bonelli, e sarà reso noto un dossier sui veri motivi dello sfratto voluto dal Vaticano ai danni dei contadini dell’Acquafredda.

Durante la manifestazione i contadini sotto sfratto chiederanno un incontro al Santo Padre Benedetto XVI, al quale offriranno i prodotti frutto del proprio lavoro e distribuiranno la frutta e la verdura coltivati nei terreni che lavorano da quattro generazioni.

mercoledì 5 gennaio 2011

Il nostro sangue per la FIOM

Ora
venerdì 28 gennaio · 9.30 - 12.30

LuogoItalia

Creato da

Maggiori informazioni
Dal sito www.libera.tv e www. liberarete.org

La CGIL non ha ancora proclamato lo SCIOPERO GENERALE per fermare il clamoroso e gravissimo attacco alla FIOM ed ai diritti dei lavoratori metalmeccanici. I lavoratori però stanno cercando ogni strada per lottare insieme alla FIOM. Nei giorni scorsi su Facebook è stato diffuso un appello volto ad organizzare il primo SCIOPERO GENERALE "fai da te" della storia.

Usando il diritto di molti... lavoratori a donare sangue ed al conseguente giorno di permesso è possibile astenersi dal lavoro il 28 gennaio.
Anche questo è un modo per STARE DALLA PARTE DELLA FIOM.
L'associazione LIBERARETE aderisce a questa iniziativa e la rilancia anche attraverso la socialwebtv LIBERA.TV

Il link al gruppo su Facebbok :
http://www.facebook.com/home.php?sk=group_179394655417274
Sciopero Generale "fai da te" - 28 Gennaio 2011

Astieniti dal lavoro, dona il sangue:
- a sostegno delle ragioni della FIOM-CGIL;
- contro le politiche anticostituzionali della FIAT;
- per dire no alle scelte del governo su lavoro, scuola e fisco.

COMUNICATO STAMPA

28 gennaio 2011: indetto il Primo Sciopero Generale fai da te

Siamo un gruppo di lavoratori sia pubblici che privati, alcuni anche iscritti alla Cgil. Non riusciamo a capire come mai la Camusso tentenna ancora a indire lo sciopero generale.

Le pene inflitte da questo governo al mondo del lavoro e della scuola si aggiungono alla vergognosa marchionnata che i metalmeccanici della Mirafiori dovranno subire: turni di lavoro di dieci ore; cancellazione della rappresentanza sindacale che non è proFiat; sette ore e mezze ininterrotte sulla catena di montaggio, rischio di decurtazione dallo stipendio dei primi due giorni di malattia…

Da lavoratori, anche se non metalmeccanici, sentiamo l’esigenza di dover esprimere la nostra solidarietà concreta ai lavorati della Mirafiori e di Pomigliano d’Arco, alle azioni della Fiom e, nello stesso tempo, marcare il nostro totale dissenso dalle scelte scellerate che questo governo attua per il lavoro, la scuola, il fisco.

Non vediamo altra soluzione che indire uno sciopero fai da te che diventerebbe “Sciopero Generale fai da te” se mille, diecimila.. centomila dipendenti facessero la stessa cosa che faremo noi.

Il giorno 28 gennaio, visto che la Fiom ha indetto lo sciopero di categoria, noi sciopereremo con loro non andando a lavoro per recarci in ospedale a donare il sangue.

Sì, andremo a donare il sangue in modo che il 28 gennaio:

- avremo il diritto previsto per legge di assentarci dal posto di lavoro;

- esprimeremo la mostra concreta solidarietà ai metalmeccanici e alla Fiom;

- daremo per scelta il nostro sangue alla collettività e non per costrizione a Marchionne e la Fiat;

- inventeremo il “Primo Sciopero Generale fai da te” che si sia mai fatto in Italia.

Chiediamo alla classe politica, alle associazioni, alle organizzazioni, ai movimenti, ai singoli cittadini di aderire e diffondere questa iniziativa al fine di riappropriarsi di un diritto al dissenso sempre più difficile da poter esprimere pubblicamente.


Alla libera stampa chiediamo di farsi carico di amplificare o reprimere questa voglia di solidarietà, dando o no la possibilità ad altri lavoratori italiani di prendere visione di questa iniziativa e, quindi, di aderirvi o meno.

Che il 28 gennaio 2011 sia una giornata di Lotta e di "Sangue".

Il Comitato Organizzatore

0522/421057 328/4324254

primoscioperogeneralefaidate@gmail.com




Il modello Fiat colpisce tutti
È come al solito tranquillo, Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, il sindacalista più amato e odiato degli ultimi anni. Cominciamo chiedendogli lumi sui diversi interventi sui giornali di lunedì (Di Vico sul Corsera, Farina della Fim) preoccupati di trovare una soluzione per far «rientrare» la Fiom in Fiat. Come se si capisse solo ora l'enormità dello strappo sulla rappresentanza, se si tiene fuori il sindacato più rappresentativo.
«È evidente che in Italia non c'è una legge sulla rappresentanza. Di fronte al pluralismo sindacale reale, se non c'è una legge che riconosce ai lavoratori il diritto di eleggere i propri delegati e poter decidere sempre sugli accordi che li riguardano, un sistema di relazioni industriali non regge. L'elemento di novità è questo: accordo separato dopo accordo separato, il sistema non tiene perché è un modello antidemocratico che cerca di realizzare un cambiamento di natura del sindacato. Marchionne e la Fiat sono andati anche oltre: siamo al cambio del modello di gestione di impresa, per cui il sindacato esiste solo se aderisce alle idee dell'azienda. Qui c'è la differenza tra un sindacato puramente aziendale o corporativo e un sindacato confederale. Il primo ha il suo orizzonte in quell'azienda lì, e si hanno diritti solo se quell'azienda funziona. Il secondo si pone il problema che un lavoratore, a prescindere da dove lavora, sia dotato di diritti. La novità dell'accordo Fiat non è che vuol lasciare fuori la Fiom e la Cgil - che è già grave - ma che le persone non abbiano dei diritti e non possano decidere. Sindacati importanti come Fim e Uilm, che insieme a noi hanno conquistato i diritti che i lavoratori ancora hanno, accettando una logica di questo genere cambiano la loro natura».
Cambiano anche le prospettive. Non servono davvero quattro sindacati per dire «sì»...
La norma in testa agli accordi di Pomigliano e Mirafiori - eventuali «parti terze» che decidessero di aderire potrebbero farlo solo se tutti i firmatari sono favorevoli - introduce, come negli Usa, il principio che il sindacato può essere presente solo se lo vuole il 50% più uno dei lavoratori. È un modello che non c'entra nulla con la storia europea. Paradossale poi che si voglia importare un modello di relazioni proprio nel momento della sua massima crisi. Una delle ragioni che ha mandato fuori mercato i produttori di auto Usa è che, non esistendo contratto nazionale né stato sociale, giapponesi o coreani hanno avuto mano libera nel produrre lì con salari più bassi. Al punto che anche negli Usa si stanno ora ponendo il problema di costruire un minimo di welfare.
Anche per questo - caso Opel - in Germania hanno respinto l'ingresso della Fiat?
Di sicuro dimostra cosa significa avere un governo che si interessa di politica industriale, che impone il rispetto di regole e leggi. Molti oggi parlano del «modello tedesco». Bene. In Italia c'è uno stabilimento che produce auto per Volkswagen: la Lamborghini. Quell'azienda, la scorsa settimana, ha fatto un accordo con le Rsu che accetta il contratto metalmeccanico del 2008 (l'ultimo firmato da tutti i sindacati, ndr). I tedeschi, qui, per continuare a costruire auto, non hanno scelto il «modello Marchionne», ma il sistema esistente in Italia.
Sembra in discussione anche la credibiltà di Confindustria. Non tutte le imprese possono dire «o si fa come dico io o me ne vado»...
Di sicuro c'è un «rischio imitazione», che può svilupparsi in due direzioni. «Imprese» che non si associano e non applicano nessun contratto, in Italia, già ci sono; è un punto su cui farebbero bene a interrogarsi le forze politiche e sociali. L'apertura alle deroghe al contratto nazionale, poi, anche senza arrivare al punto di Marchionne, implica comunque imprese che ti chiedono, per farti lavorare, qualche diritto o un po' di salario in meno. Tanto più che siamo dentro una crisi che non è finita. E siccome le ragioni che l'hanno prodotta, purtroppo, non sono state affrontate, ecco che le deroghe o il «modello Fiat» indicano una falsa via d'uscita; che può però tentare molte imprese. Comunque aziende importanti hanno continuato a fare accordi con la Fiom, per esempio Indesit, che vede l'impegno dell'azienda a non licenziare nessuno. Oppure l'Ilva di Taranto, dove si sono assunti tutti i lavoratori interinali. Non è vero che in Italia per investire bisogna cancellare leggi e diritti. Viene il sospetto che chi spinge invece su questa linea stia cercando la scusa per dire che in in Italia non si può rimanere. Lo ha ammesso lo stesso Marchionne, quando ha detto che il suo obiettivo resta l'acquisizione del 51% della Chrysler. Dove li prende i soldi? A questo punto le voci sulla vendita di pezzi di marchi o rami d'impresa acquistano un altro senso. Si va verso un rafforzamento o una smobilitazione della produzione di auto in Italia? A noi sembra vera la seconda. Confindustria e Federmeccanica, ora, hanno un problema: non possono continuare a dire che va bene sia la Fiat che il contrario. Le due cose non stanno insieme. La nostra dichiarazione di sciopero generale il 28 vuol dare proprio questo segnale, oltre al sostegno ai lavoratori di Pomigliano e Mirafiori, i più esposti. Chiediamo a ogni singolo metalmeccanico di scioperare per dire con forza che lui non vuole che nella sua azienda succeda quel che sta avvenendo in Fiat. Un messaggio che deve arrivare alle controparti. Se si vuol andare su questa strada si apre un conflitto senza precedenti, sul piano sindacale e su quello giuridico.
E la Cgil? Pensionati e pubblico impiego vi hanno appoggiato, poi anche la segretaria dell'Emilia Romagna. Sta cambiando qualcosa?
Il giudizio di inaccettabilità dell'accordo è comune a tutta la Cgil. Il problema che si sta ponendo è: qual è l'azione sindacale migliore per rispondere a un attacco come quello portato dalla Fiat? Il Comitato centrale della Fiom ha deciso, senza un solo voto contrario, in presenza della segreteria Cgil, che quell'accordo non si può firmare e che il referendum voluto dalla Fiat non è legittimo. Come si tutelano quei lavoratori? Insieme ai compagni di Torino e Napoli stiamo discutendo delle azioni di lotta e legali da mettere in campo. Ma è evidente che le «forme tecniche» non esistono. Gli accordi si firmano oppure no. Lo strumento del referendum per noi deve diventare un diritto universale. Ma deve avere due caratteristiche: i lavoratori debbono poter dire liberamente sì o no (e invece qui avvertono che, se «no», si chiude la fabbrica), e dentro un quadro di regole condivise.
Ci vuole una legge sulla rappresentanza o basta un «accordo interconfederale»?
Perché un diritto sia esercitabile ci vuole una legge. Quel che sta succedendo non riguarda solo chi lavora a Mirafiori o i metalmeccanici. Serve una discussione esplicita, che faccia i conti con la novità drammatica delle scelte Fiat. Siamo davanti a un attacco senza precedenti che riguarda assolutamente tutti. Mi ha colpito molto che gli studenti, nella loro lotta, si siano resi conto che la cancellazione dei diritti del lavoro riguarda anche loro, ora e in futuro. È una novità assoluta che rimette insieme generazioni che per anni non si sono parlate. Tutta la Cgil dovrebbe essere il luogo di questa discussione. Perché queste idee divengano egemoni nel paese e portino a definire un equilibrio diverso nei rapporti sociali.
Per il 28 si segue lo schema del 16 ottobre anche quanto ad «alleanze»?
È uno sciopero di 8 ore. Una scelta impegnativa in più che chiediamo ai metalmeccanici. Dobbiamo lavorare per informare i lavoratori, essere presenti sui posti. Faremo tante manifestazioni regionali. Ci rivolgiamo però anche a tutti i soggetti che hanno condiviso con noi il 16 ottobre, alle altre categorie, studenti, movimenti per l'acqua, ecc. Insomma a tutti i cittadini che ritengono sia a rischio la Costituzione e i diritti. Vogliamo fare di quella giornata una mobilitazione che dice che un altro modello sociale è possibile e che si può uscire da questa crisi mettendo al centro il lavoro. In ogni città pianteremo delle tende in piazza come luoghi informativi. Incontriamo le forze politiche e non solo. Siamo pronti a parlare con chiunque abbia voglia di confrontarsi con noi.

Rocco Di Michele
 
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Pop Economy.net vi offre una raccolta di siti web che si basano sul concetto del consumo collettivo


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martedì 4 gennaio 2011

SGOMBERATA LA FORNACE


SGOMBERATA LA FORNACE

SOS FORNACE 2.0 Centro Sociale @ Rho (MI)



Questa mattina alle 9 è stato sgomberato il Centro Sociale Sos Fornace, un centinaio fra poliziotti e carabinieri in assetto antisommossa hanno  caricato i 30 militanti che presidiavano all’esterno lo spazio e sono entrati. Questa è la risposta a chi si mette contro i poteri forti, questa è la risposta a chi denuncia e combatte la mafia di Comunione e Liberazione e difende gli interessi della comunità contro gli interessi di pochi legati a Expo 2015!
La risposta immediata è un corteo questa sera, con ritrovo davanti al Comune di Rho alle 20.30.
Seguiranno comunicato e news.

PER VEDERE I VIDEO KLIKKA QUI

http://www.sosfornace.org/2011/01/04/sgomberata-la-fornace/



LICENZIAMENTI, RISARCIMENTI E SGOMBERI. LA TORBIDA VICENDA DEL PIANO ALFA E GLI INTERESSI DEL SINDACO DI RHO



La bocciatura in consiglio comunale a Rho dell’Accordo di Programma sull’area  Alfa Romeo di qualche mese fa era stato l’esito dell’opposizione di un blocco sociale molto ampio sul territorio, che ha avuto l’effetto di spaccare sul voto il centrodestra rhodense.
Con l’intento di influenzare l’opinione contraria diffusa in città e di conquistarne il consenso, nei giorni precedenti alla discussione in consiglio, il territorio circostante era stato invaso di manifesti che offrivano falsi posti di lavoro per un centro commerciale, quello che sarebbe dovuto sorgere sull’area Alfa, che ancora non esisteva.
La società che gestiva questa campagna pubblicitaria indecente era G.I. Group, società nell’orbita di Comunione e Liberazione, come anche il Gruppo Clas di cui il Sindaco di Rho Zucchetti è socio e Presidente. E proprio queste due società hanno vinto nei primi mesi del 2010 il primo e il secondo lotto di un appalto di Regione Lombardia per un valore di oltre 1.200.000 euro per lo sviluppo e il consolidamento del mercato del lavoro, gara di appalto a cui avevano partecipato solo 4 società.
Tra i maggiori clienti del Gruppo Clas appare anche EuroMilano Spa, società proprietaria di parte dell’area ex Alfa Romeo, che tra i maggiori progetti in corso indicati nel proprio sito internet, esplicita proprio l’intervento sull’ area di Arese, con un progetto che prevede la realizzazione di circa 260.000 metri quadri di superficie edificabile per residenziale e commerciale.
Tutte coincidenze? Non sta a noi dirlo, ma certamente il Sindaco di Rho annovererà questo caso nella categoria della “convergenza di interessi” piuttosto che del conflitto di interessi. Peccato che il Sindaco continui imperterrito ad individuare come interesse pubblico ciò che il consiglio comunale rifiuta, ciò che i cittadini non vogliono e che nemmeno compare nel programma amministrativo sulla cui base è stato eletto.
Nella vicenda del Piano Alfa c’è molto di torbido. Dopo la bocciatura del Piano Alfa in consiglio comunale contro gli oppositori si è scatenata la vendetta dei poteri forti che stavano dietro la speculazione orchestrata da Formigoni: oltre 60 lavoratori iscritti allo Slai Cobas di Innova Service, zoccolo duro dello Slai Cobas dell’Alfa Romeo sono prossimi al licenziamento, l’Assessore Tizzoni, critico verso il nuovo centro commerciale per l’impatto sul commercio locale, è stato defenestrato e il centro sociale Fornace è sotto impellente minaccia di sgombero. E per chi avesse dubbi su questa interpretazione ricordiamo la richiesta di 58 milioni di euro di danni di risarcimento presentata dalle società proprietarie dell’area Alfa nei confronti del Comune di Rho per la mancata approvazione del progetto in consiglio comunale.
L’avvicinarsi delle scadenze di Expo 2015, con l’avvio dei cantieri nel 2011, sono un’occasione ghiotta per fare man bassa di un territorio da cementificare in ogni centimetro disponibile e la traballante dimezzata giunta Zucchetti deve proseguire il mandato per concretizzare i progetti ed avviare i cantieri senza più intoppi, a costo di commissariare l’amministrazione rhodense e cancellare con ogni mezzo chi si oppone alla speculazione.
Il bando della Regione Lombardia
http://www.arifl.regione.lombardia.it/shared/ccurl/574/659/Aggiudicato%20GURI,9.pdf
I clienti del Gruppo Clas
http://www.gruppoclas.com/clienti.asp

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domenica 2 gennaio 2011

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