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lunedì 27 gennaio 2020

Suonare un Citofono è simile alla Notte dei Cristalli

Suonare un Citofono è simile alla Notte dei Cristalli



Zagrebelsky su Salvini: "Suonare un citofono è molto simile
a quello che accadde in Germania nella tragica notte dei cristalli"

L'ex presidente della Corte Costituzionale a Torino al congresso della sardine

di MARIACHIARA GIACOSA

"Quel gesto, che fa un certo ribrezzo, che ha fatto un leader politico andando a suonare un citofono è molto simile a quello che accadde in Germania nella tragica notte dei cristalli, quando gente comune, e non un leader politico, era stata autorizzata e incitata ad andare nei luoghi dove vivevano e lavoravano gli ebrei per stanarli e metterli alla gogna.". Così il giurista Gustavo Zagrebelsky intervenendo all'incontro con le sardine torinesi.

Sottolineando, poi, che "Salvini non ci sarebbe se non ci fossero i salviniani", Zagrebelsky ha osservato : "la causa della crisi del nostro tempo non è Salvini, Salvini è il prodotto, il problema è che tanti nostri concittadini sono partecipi della visione del mondo che si riconosce in lui. Se non ci fosse Salvini ne emergerebbe un altro, magari peggiore".

"Per questo - ha concluso - sarebbe un errore concentrare tutte le nostre energie nel contestare Salvini, il nostro lavoro dovrebbe essere concentrato in una bonifica sociale partendo dal basso. Nessuna democrazia può esistere in una società malata".

Zagrebelsky aveva aperto il intervento all congresso delle sardine torinesi parlando proprio di "due recenti fatti di cronaca che fanno venire i brividi”. Il riferimento è “alle scritte antisemite comparse sulla porta di casa Rolfi a Mondovi e al citofono di Salvini. In Germania negli anni dell’affermazione nazista - ha detto Zagrebelsky- c’era la caccia al diverso che andava stanato. A tutto questo bisogna reagire e le sardine possono dare il proprio contributo se ciascuno di noi che si sente sardina assume questo impegno sul posto di lavoro, a scuola, tra gli amici, persino per strada. Quando si vede che qualcuno viene maltrattato perché ha pelle di un’altro colore - ha detto - mi colpisce che la gente sta a guardare e non reagisce. Tutti questi sono fattori di imbarbarimento sociale”.

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Aveva promesso di stravincere, invece ha perso, anzi, ha straperso. Ha perso la campagna sui bambini di Bibbiano, ha perso il citofono. E così la destra, scopre di avere un leader mediocre...
https://cipiri17.blogspot.com/2020/01/buonanotte-matteo-salvini-hai-straperso.html
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domenica 26 gennaio 2020

Salvini al Citofono, tutte le Violazioni Giuridiche Compiute


Salvini al Citofono, tutte le Violazioni Giuridiche Compiute


Per Vincenzo Muscatiello, docente di diritto penale all’Università di Bari,
presupposto della difesa della legalità è il rispetto delle regole.


La tutela della legalità passa per il rispetto delle regole. Per Vincenzo Muscatiello, docente di diritto
penale all’Università di Bari, il leader della Lega Matteo Salvini andando a citofonare ad un ragazzo
tunisino, davanti alle telecamere, durante la campagna elettorale a Bologna per le elezioni regionali per chiedergli se era uno spacciatore, ha travolto i nostri principi di civiltà giuridica.

«Nel diritto penale dei tweet, chiedere ad un bugiardo se sia davvero bugiardo restituisce una risposta che non è mai quella vera: entrambi, chi mente e chi non mente risponderanno nello stesso modo, il che testimonia l’inutilità della domanda, più che della risposta - sottolinea Muscatiello - il gesto è così paradossale che conviene persino augurarsi che quel ragazzo sia davvero uno spacciatore, perché ormai la citofonata rende inutile la verità».

La verità mediatica
Per il ragazzo oggetto dell’attenzione di Salvini, non sarà semplice riabilitarsi agli occhi dell’opinione pubblica: «Nella lettura collettiva, nella accusa via citofono, il ragazzo - continua il professor Muscatiello - è senza dubbio uno spacciatore e a questo punto non c’è modo di dimostrare il contrario. Il ragazzo di certo non può citofonare a un giudice per affermare la sua innocenza; né andare spontaneamente a processo per soddisfare le pulsioni giustizialiste
 di cui al citofono si è reso interprete» .

Il rischio toto reati
Per Muscatiello poco importa andare alla ricerca di un reato che aiuti a inquadrare giuridicamente la
“citofonata”. «Nel fare il toto reati, spaziando dalla diffamazione alla violazione della privacy fino alla calunnia, si finisce per cadere nella stessa superficialità contenuta nel gesto esaminato, nella stessa bizzarria - dice Muscatiello - il sistema giuridico alla base della ricerca dei reati presuppone regole e procedure serie e ponderate».

Vincenzo Muscatiello attira piuttosto l’attenzione su un altro aspetto: «quello che colpisce è l’inutilità giuridica di un gesto che nella “costruzione del nemico”, contiene l’indifferenza al vero e al giusto, e
soprattutto l’idea, spesse volte ripetuta, che la sanzione mediatica debba abitare forme sbrigative e
superficiali, aperte al pregiudizio, chiuse alle prove contrarie».

di Patrizia Maciocchi

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